Cripta a cielo aperto

Non c’è modo di scongiurare la penombra dei giorni nostri se non puntandovi sopra la luce di quel che è già accaduto. Ci sono testi della letteratura che hanno il potere di trascendere la propria età – trattasi talvolta di concepimenti millenari, basti pensare all’Iliade – e riescono a parlarci dell’attualità con incredibile esattezza. In condivisione con chi ci ha preceduto vi è il pianeta che ci ospita, le nostre sembianze, ma soprattutto una narrazione. Se è vero che la storia è ciclica e che “gli uomini sono i medesimi”, strizzando l’occhio a Machiavelli, allora non vi è indagine migliore, al fine di comprendere – o svelare – chi siamo, di quella rivolta al passato. E, tornando a luci e ombre, uno dei prismi letterari attraverso i quali puntare il nostro lume non può che essere Storia notturna, di Carlo Ginzburg.

Al centro della nostra inquisizione intellettuale, e di quelle – meno intellettuali – passate, vi è il sabba, la riunione notturna di demoni e streghe contro la quale per oltre tre secoli si sono levate le armi degli uomini dei re di Francia – in particolar modo Filippo IV e V – e delle comunità centro europee. Ginzburg viaggia come un incubo scovando invenzioni degli inquisitori ai danni di lebbrosi, ebrei e musulmani, giudici corrotti nell’atto di estorcere false confessioni o testimonianze e, sullo sfondo sempre più mefistofelico dell’Europa moderna, il convergere di usanze e tradizioni secolari demonizzate da persecutori e adoperate come capro espiatorio per ottenere o mantenere beni e controllo. Le tematiche di questo saggio – non privo di dettagli crudi e immagini in altissima qualità – non possono non suscitare nel lettore consapevole la sensazione che strumentalizzazioni del genere siano tutt’altro che estinte e relegate al passato. Perché è da lì che provengono – e che proveniamo – ed è all’ombra di queste radici narrative che si trova l’origine di sempreverdi stereotipi e luoghi comuni, ma non solo: Storia notturna rappresenta anche un inventario metodologico di disuguaglianze e soprusi.

Ha un’importanza relativa che dal corno si sia passati al pulsante e dalla lama all’indice. Come il bambino appoggia il disegno a matita alla trasparenza della finestra, il lettore dovrà accostare questo saggio a ciò che accade oggigiorno. Capire cosa tenere con sé, a cosa si appartiene. E cosa invece non bisogna ricalcare mai.

(Carlo Ginzburg, Storia notturna – Una decifrazione del sabba, Adelphi 1989)

di Federico Spagnoli

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