Questo autunno sa di rammarico, di qualcosa rimasto in sospeso.
Un’altra estate se n’è andata e io resto qui, seduto su una panchina immersa nelle foglie, a rimuginare.
A posteriori mi sento sempre un po’ incompleto, un po’ sbagliato.
Mi giudico, anche se non dovrei. È più forte di me.
Che cosa cambierei di questa estate, e di questo anno passato?
Che cosa cambierei di me?
Che cosa merito davvero, e cosa dovrei fare della mia strada…
I dubbi mi avvolgono, e io resto qui, in silenzio, ad ascoltare il passato che torna a bussare.

Vorrei sentirmi libero, leggero. Camminare senza il peso di tutti quegli sguardi che, in fondo, non sono mai davvero su di me.
Vorrei perdermi in una risata, viaggiare senza aspettative, diventare tutto ciò che desidero essere.
E invece, tra la folla, finisco sempre per smarrire me stesso: un passo dopo l’altro, cercando un po’ di semplicità, un po’ di respiro, un po’ di libertà.
Forse basta un attimo come questo — una strada viva, una giornata qualunque, una compagnia sincera — per ricordarmi che, da qualche parte, esisto davvero anch’io.
di Leonardo Pusceddu.
Tutti i diritti sono riservati all’autore.
Sul suo profilo, Leonardo condivide i suoi progetti. In cammino, tra ricordi e nuove visioni.




